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La terapia
assisitita con animali trova il suo razionale in tutte quelle forme
psicopatologiche e di disabilità che non consentono
un'immediata espressione e verbalizzazione delle emozioni,
caratteristiche delle tradizionali psicoterapie.
I cani sono gli animali più adatti a questo tipo di terapie
vista la loro alta abilità sociale e la loro
capacità di recepire e di trasmettere segnali comunicativi
agli esseri umani. La vita in branco alla quale sono istintivamente
preparati consente di esprimere una quantità di segnali
comunicativi, allo scopo di creare dei legami e delle relazioni
significative, con il vantaggio evolutivo di trovare la loro
collocazione in seno al branco.
Nel rapporto con l'uomo tutto ciò si traduce in un'estrema
disponibilità al rapporto e allo scambio affettivo
attraverso il non verbale.
La facilità di comunicare emozioni e di inviare stimolazioni
sensoriali reciproche costituisce per molti soggetti, inibiti proprio
in questo tipo di scambio, un grosso veicolo di facilitazione
all'espressione delle emozioni in una relazione. I feed-back positivi
di un cane che viene dolcemente manipolato e che asseconda come un
docile compagno le verbalizzazioni o i gesti della persona in terapia
costituiscono un rinforzo positivo all'espressività emotiva.
Il tema delle indicazioni alla terapia diventa determinante nella
verifica dell'efficacia di questo tipo d'interventi, che sembrano
funzionare molo bene in alcuni casi e non in altri ( Brasic, 1998).
I cani offrono un legame affettivo con stabilità e dedizione
indiscutibile, condizione utile per il recupero di situazioni di trauma
relazionale e/o di disturbo psicopatologico grave, che non potrebbero
altrimenti "fidarsi" del solo terapista umano (Altschuler, 1999;
Arnold, 1995; Perris, 1992). Uno studio (Zisselman et al., 1996)
condotto su persone anziane ricoverate con psicopatologie gravi
dimostra una diminuzione dell'irritabilità nei pazienti
seguiti con terapia assistita con cani se confrontati ad un intervento
di semplice esercizio fisico. Altri studi condotti sempre su anziani
istituzionalizzati (Savishinsky, 1992; Hoffman, 1991) evidenzia
l'effetto positivo della terapia assistita con cani nel creare un clima
maggiormente domestico e familiare nelle visite di volontari, cos" come
risultano altamente positivi gli effetti su pazienti psichiatrici
anziani, se comparati con quelli d'altri trattamenti (Haughie et al.,
1992). Negli anziani sembrano migliorare anche i disturbi del
linguaggio (Adams, 1997).
Sempre positivi sui livelli d'ansia e depressione interventi con cani
in donne carcerate (Walsh et al., 1994).
Indubbi sono gli effetti positivi su bambini con problemi familiari
traumatici (Hoelscher, 1993; Mallon, 1994) e con disturbi
d'apprendimento (Limond et al., 1997).
Gli esempi potrebbero continuare a lungo: la valutazione dell'efficacia
della terapia assistita con animali hanno le stese annose implicazione
della ricerca in psicoterapia tout court: la complessità dei
disegni sperimentali e la difficoltà di valutare i
cambiamenti se non all'interno di microanalisi complesse piuttosto che
di risultati macroscopici ed immediatamente evidenti.
Studi riportano come sia possibile effettuare valutazioni in doppio
cieco e di come pazienti "gravi" possano trarre vantaggi verificabili
dalla terapia assistita con animali (Draper et al., 1990). Gli effetti
generali, validi per tutti tipi di patologie, riguardano essenzialmente
la riduzione dello stress ed il miglioramento delle
possibilità di "attaccamento" sul piano affettivo-cognitivo
(Siegel, 1993).
Comunque la terapia assistita con animali sembra poter essere
somministrata in setting non dannosi per la salute e relativamente
esenti da rischi sia per pazienti e terapeuti (Schantz, 1990) ma anche
per gli stessi cani(Iannuzzi, 1991), purché sia centrale il
tema della scelta degli animali caratterialmente adatti per questo tipo
di lavoro, ed ancor di più la scelta di "quel" cane per
"quei pazienti", scelta che può essere effettuata solo da un
team che preveda al suo interno esperti istruttori cinofili e
psicoterapeuti.

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